28 gennaio 2011 – Occupato il consolato italiano a Patrasso
Today morning at 10:30 40 anarchists occupied the Italian Consultant in Patras, as an act of solidarity to the Italian anarchist comrade Tonino. The occupation lasted more than half an hour, while fax messages were sented to the Italian Embassy in Athens, to the Italian Ministry of Justice and Napoli’s Court House. Also, this text were given to passers-by.
The text (in Italian):
LA SOLIDARIETA’ E’ LA NOSTRA ARMA
A Napoli, in italia, durante l’annuale manifestazione del 1^ Maggio, gli sbirri permettono ad un gruppo di fascisti di avvicinarsi al corteo. I fascisti cominciano subito a provocare e minacciare. I manifestanti rispondono e li cacciano. Un fascio trova rifugio dentro un negozio, scoppia una rissa da cui esce ferito.
Il 26 luglio vengono arrestate due persone. Una delle quali, il compagno Tonino, viene portata in attesa di giudizio nel carcere di Civitavecchia fino al 21 dicembre, dopodiche’ agli arresti domiciliari fino al 2 febbraio.
Occupiamo oggi 28 gennaio il consolato italiano a Patrasso come azione in solidarieta’ al compagno Tonino ed a tutti i prigionieri della guerra sociale di classe nel mondo.
Non avalliamo nessuna logica difensivista riguardo innocenza o colpevolezza di qualsiasi ribelle basata sulla giustizia istituzionale dello stato. Non siamo avvocati ma anarchici. Ma ancora di piu’ sentiamo ogni condanna contro i compagni come una condanna annunciata contro tutti noi, come un’ estensione della guerra di classe internazionale che subiamo oggi dalle minoranze privilegiate al potere. Una guerra sociale di classe che prevede il frazionamento dell’individuo, nella sua obbedienza, nell’annullamento della sua liberta’, la distruzione della differenza di ogni individualita’, il pieno controllo e costrizione volte ad incanalare la sua forza e la sua azione a favore del dominio. Oggi, piu’ di ogni altra volta, il potere, sapendo che tutto il mondo e’ in ebollizione sempre piu’, e visto che il modello occidentale di ” stato assistenziale” non riesce ad assicurare i propri interessi di fronte al turbamento sociale attuale. Perde la sua facciata democratica dando senso solamente al proprio mantenimento per mezzo del dogma sicurezza- repressione brutale. Creando e riproducendo la paura ed il terrorismo e presentandosi come nostro protettore, prende di mira e classifica individui come pericolosi, nemici, terroristi. L’obbiettivo, oltre al disorientamento della societa’ per i problemi reali, e’ di soffocare ogni voce ed azione radicale che possa inasprire la guerra sociale di classe in qualsiasi ambito. La criminalizzazione e l’arresto di un compagno risulta essere il mezzo piu’ efficace per il potere per scoraggiare qualsiasi radicalizzazione ovunque e per sempre.
In questa cornice si inserisce anche l’arresto di Tonino, con il pretesto dei fatti del 1^ maggio a Napoli. Mirando sia alla neutralizzazione per mezzo della detenzione dello stesso, sia alla repressione in nuce di qualsiasi azione o idea sovversiva in quanto socialmente pericolosa.
Per noi socialmente pericolosa e’ l’esistenza stessa del potere, delle prigioni, dei centri detentivi per immigrati,delle morti e dei ferimenti sul lavoro, della repressione delle lotte sociali di massa, e l’esistenza stessa dei sostenitori del potere (infami, fascisti parastato ).
In ogni angolo del mondo il potere ha gli stessi interessi, la sicurezza di capitalisti, dei padroni ed in generi dei potenti. Tenta di rafforzare le proprie istituzioni al fine di mantenere il dominio e la sopraffazione su strati sociali sempre piu’ grandi.
Noi vivendo la realta’ dalla grecia, vediamo chiaramente l’attacco con la quotidiana repressione, con le prove costruite a tavolino, la criminalizzazione delle idee e dei rapporti di amicizia e di ogni forma di lotta radicale.
Come anarchici lottiamo contro ogni piano del potere per il dominio.
Di fronte all’attaco che subiamo su scala mondiale, scegliamo la solidarieta’.
solidarieta’ che non rientra nei loro confini e nei loro progetti.
solidarieta’ che sgorga dalla passione per la liberta’.
CHI SI DIMENTICA DEI PRIGIONIERI DELLA GUERRA SOCIALE DI CLASSE, SE DIMENTICA DELLA GUERRA STESSA
NESSUN OSTAGGIO NELLE GALERE DELLA DEMOCRAZIA
NESSUNA PERSECUZIONE PER TONINO
Anarchici e compagni, patrasso
Una buona notizia
UNA BUONA NOTIZIA!!!
Tonino ha ottenuto dal giudice gli arresti domiciliari e dovrebbe uscire in giornata dal carcere di Civitavecchia
Stralcio lettera di Tonino
Di seguito uno stralcio della lettera che il compagno Tonino ha spedito dal carcere di Civitavecchia ai compagni che giovedi’ 28 sono intervenuti a Quarto giu’ la Consulta dei Giovani alla cena di lotta e solidarietà :
21 ottobre 2010
[…]Riguardo all’intervento per la cena, oltre al fatto che chi farà un quadro generale è tranquillamente ed efficacemente in grado di esprimere il mio punto di vista, io, per quello che posso dire è che il carcere non è quel mostro invincibile che ci vogliono far credere.
Naturalmente, chiunque soffre dietro a delle sbarre, me compreso, perché ti strappano dal tuo quotidiano, dai tuoi cari, dalle tue abitudini. Ti rubano la libertà, e intanto i giorni passano. D’accordo.
Un pilastro di questa struttura secolare è l’isolamento tra il detenuto e l’esterno, tra il dentro e il fuori; e se fuori sei solo, una volta dentro la vita diventa veramente dura.
Per chi è detenuto, la solidarietà esterna è percepita come un a spinta decisiva nell’affrontare il carcere; io nella mia esperienza attuale, non posso che confermare che la solidarietà è un’ arma efficace, e quando hai la consapevolezza che non sei solo,che la tua rabbia si esprime lo stesso, anche se non in prima persona, la detenzione si trasforma in una “partecipazione”, nei limiti del possibile. Certo,carcere è e carcere rimane ,ma anche io, resto quello che sono, quello che ero prima di entrare qui.
Ne approfitto per esprimere a mia volta la mia solidarietà e la mia vicinanza a chi,a Terzigno,sta difendendo la propria vita,i propri cari,la propria terra. Al loro fianco, anche se lontano centinaia di km. Non dimentichiamoci di Terzigno, non dimentichiamo che la repressione prima o poi colpirà; io sono attualmente detenuto perché ho partecipato a Pianura…
Un saluto e un abbraccio a tutti, oltre a un grazie di cuore.
Spero di raggiungervi presto, nel frattempo we’ll never walk alone!
Tonino
GIOVEDI’ 28 OTTOBRE ore 20.30 CENA DI LOTTA E SOLIDARIETA’ CONTRO LA REPRESSIONE!!!!

Consulta dei Giovani di Quarto [piazzale europa Quarto]
TONINO LIBERO
Tonino è in galera per ciò che rappresenta. Per essere stato sempre in prima fila nelle lotte ambientali, antifasciste o contro la repressione.
Un nostro fratello è nelle mani del nemico.
LA SOLIDARIETA’ E’ UN’ARMA USIAMOLA!!!
Verso il corteo nazionale contro fascismo e repressione Sabato 6 Novembre ore 16.00 Piazza Mancini [Stazione Centrale]
Piazzale europa è raggiungibile :
Circumflegrea linea Montesanto – Soccavo – Pianura -Quarto -Licola
fermata di Quarto centro [2 minuti a piedi]
da Pozzuoli pullman di linea P10 Pozzuoli-Quarto
Chi viene in macchina tangenziale di Napoli uscita via campana – indicazioni per quarto – chiedere per il Comune [è li vicino]
I soldi raccolti durante la serata saranno devoluti al compagno in galera dal 26 luglio.
Per motivi pratici, è opportuno prenotare la propria presenza alla cena
via mail : consultagiovaniquarto@gmail.com
tel : 349 0710526 o 3396418737
E’ Tonino uno di noi.
Ecco com’è venuto il temporale
dinanzi alle gabbie
nelle quali lo Stato rinchiude i suoi paria
bocche senza età
della nostra libertà che verrà.
Ecco com’è venuto il temporale
della nostra solidarietà per un innocente
al culmine della nostra rabbia
che non rinchiuderà mai nessun’autorità.
Ecco com’è venuto il temporale
sugli insorti napoletani
martellando alle sbarre agli sbirri
evasione! evasione! morte ai carnefici!
Ecco com’è venuto il temporale
per una coltellata contro uno stronzo
in una guerra dove spunta senza tregua
il fiore del partigiano.
Ecco com’è venuto il temporale
sotto i fuochi d’artificio
per il nostro compagno
per colui che ci manca
sotto i cannoni dell’oppressione.
Ecco com’è venuto il temporale
scorrere per le vie
come lacrime nei cuori nostri
dalle quattro mura da dove ci vedi
fare risuonare la nostra lotta.
Ecco com’è venuto il temporale
del fascismo rintanatasi
contro tutti i poteri della repressione
nella stampa, dai magistrati
che la nostra miseria schiaccerà.
Ecco com’è venuto il temporale
per dirti di stare in piedi
perché ti vogliamo bene
e che la tua libertà con i pugni
ce la difenderemo.
Jan
Francia – Attacco contro costruttore di carceri in solidarietà con Tonino
Francia – Attacco contro costruttore di carceri in solidarietà con Tonino
http://informa-azione.info/francia_attacco_contro_costruttore_di_carceri_in_solidariet%C3%A0_con_tonino
da indymedia nantes – cette semaine
Fontenay-sous-Bois – Attacco contro costruttore di carceri in solidarietà con Tonino
Indy Nantes, Mercoledì, 25 agosto 2010
Passando davavnti alle sede di SVBM SCORE di Fontenay sous Bois [maggiori info su http://grenoble.indymedia.org/2009-11-20-Recension-de-vautours-qui-se-font], non potevamo evitare di vergare qualche parola con la vernice e rompere alcune mattonelle. SVBM SCORE è una società presieduta da Bertrand Dellea e diretta da Michel Portal, che hanno avuto l’onore di ottenere l’appalto per la ricostruzione del centro di detenzione per migranti di Vincennes, distrutto dalle fiamme della rivolta nel giugno 2008.
“La Score costruisce lager per migranti”
Questo atto è inteso come un gesto di solidarietà con la ribellione nei centri di detenzione, nelle prigioni, e per Tonino, detenuto a Poggioreale (Napoli) dalla fine di luglio. [Toninolibero.org]
“La solidarietà è un’arma. Le nostre armi non hanno confini! Libertà per tutti! Libertà Tonino!”
Tonino è stato arrestato il 2010/07/26 dalla Digos di Napoli. E ‘accusato di tentato omicidio dopo gli scontri con i fascisti durante la manifestazione il 1 ° maggio. I gruppi fascisti sono ancora una volta gli strumenti che servono il potere.
“Contro tutte le forme di fascismo. Distruggiamo le prigioni»
L’anti-fascismo in nome della democrazia è un’illusione. Non ha senso se non è un attacco contro tutte le forme di oppressione, autorità e se non è una critica radicale della democrazia. Un regime che, con il pretesto della libertà di espressione, coltiva lo sfruttamento, la reclusione, l’omologazione e la privavazione della possibilità di essere libero e indipendente. Oggi in Francia, vogliono costruire trenta nuove carceri. I luoghi di detenzione cristallizzano l’essenza del fascista regimi democratici. Abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà con un compagno prigioniero affrontando un costruttore di prigioni. E così agire in solidarietà con la rivolta in carcere.
“Libertà per Tonino”
“Libertà per tutti e tutte!”
[trad. informa-azione]
Indy Nantes, mercredi 25 août 2010
En passant devant le siège de la SCORE SVBM à Fontenay sous bois (94) (http://grenoble.indymedia.org/2009-11-20-Recension-de-v…-font), nous n’avons pas pu nous empêcher de repeindre la façade avec quelques mots et de briser quelques carreaux. La SCORE SVBM est une société présidé par Bertrand Dellea et dirigé par Michel Portal, qui a eu l’honneur de se voir confier la reconstruction du centre de rétention de Vincennes, qui fut détruit par les flammes d’une révolte en Juin 2008.(www.non-fides.fr/ ?Incendie-de-Vincennes-le-verdict)
« La Score construit des camps pour immigrés »
Cet acte se veut un geste de solidarité avec les révoltes dans les centres de rétentions, dans les prisons, ainsi que pour Tonino emprisonné à Poggioreale (Naples) depuis la fin du mois de Juillet. (toninolibero.org)
« La solidarité est une arme. Nos armes n’ont pas de frontières ! Liberté pour toutEs ! Liberté pour Tonino ! »
Tonino a été arrêté le 26/07/2010 Par la Digos de Naples. Il est accusé de complicité de crime suite à des affrontements avec des fascistes durant la manifestation du 1er Mai. Les groupes de fascistes sont encore une fois, les instruments au service du pouvoir.
« Contre tous les fascismes. Brisons les prisons ! »
L’antifascisme qui s’oppose aux fascistes au nom de la démocratie n’est qu’un leurre. Il est vide de sens s’il n’est pas une attaque contre toutes formes d’oppressions, d’autorités et s’il n’est pas une critique radicale de la démocratie. Régime qui, sous le masque de la liberté d’expression, cultive l’exploitation, l’enfermement, l’uniformisation et prive les individus de la possibilité d’être libres et autonomes. Aujourd’hui en France, on veut faire construire une trentaine de nouvelles prisons. Les lieux d’enfermement cristallisent l’essence fasciste des régimes démocratiques.
Nous avons voulu exprimer notre solidarité à un compagnon enfermé en nous attaquant à un constructeur de prisons. Et ainsi, agir en solidarité avec les révoltes dans les taules.
Liberté pour Tonino !
Liberté pour toutEs !
Solidarietà dalla Spagna: il manifesto sul sito di Iniciativa Comunista
http://iniciativacomunista.org/venceremos/spip.php?article802
Compañero antifascista detenido en Nápoles
El 1º de mayo de 2010 en Nápoles, la policía permite que un grupo de fascistas se acerque a la manifestación. Los mismos comienzan con provocaciones y amenazas contra los manifestantes.Los camaradas reaccionan y los alejan. Un fascista se refugia en una tienda, donde se produce una pelea, él sale con algunas heridas. Después de meses la policía encarcela a dos personas. Uno de ellos es Tonino, compañero y hermano de todos nosotros.
No nos interesa juzgar las acciones de nuestros compañeros. No estamos interesados en esperar la dinámica de los acontecimientos antes de elegir cual es nuestra posición. Nosotros no llevamos a cabo ninguna investigación. Una cosa es cierta: Tonino está en la cárcel por lo que representa. Por haber estado siempre a la vanguardia en las luchas ambientales, contra el fascismo o contra la represión. Culpable o inocente, son categorías que no nos pertenecen.
¡Tonino Libertad!
Radio Onda Rossa
Il 5 Agosto 2010, su Radio Onda Rossa, durante la trasmissione Maldestra, si sarebbe dovuto tenere un collegamento da Napoli per spiegare la situazione di Tonino.
Il collegamento non si è riuscito a fare ma vi facciamo ascoltare lo stesso l’intervento:
Appena riusciremo a fare il collegamento inseriremo sul blog il file da scaricare.
TONINO LIBERO
Maldestra – osservatorio antifascista su Radio Onda Rossa
http://maldestra.noblogs.org/
http://www.ondarossa.info/
Da Firenze, Libertà per Tonino!
Ancora provocazioni, ancora montature, ancora arresti. In momento in cui i conflitti sociali sembrano destinati ad acuirsi di fronte alla profonda crisi che il capitale sta attraversando, la morsa repressiva si stringe sempre più forte contro i compagni impegnati nelle lotte. Ai fascisti, come sempre, il ruolo di provocare, attaccare, sabotare le lotte degli studenti, dei lavoratori e di tutti gli oppressi e aiutare le questure nella costruzione di montature poliziesche che sempre più spesso portano a denunce, perquisizione ed arresti. E’ questo il copione che è andato in scena a Napoli e che ha portato all’arresto di Tonino, lo stesso che da Firenze a Livorno, da Verona a Pistoia negli ultimi tempi ha portato dietro le sbarre numerosi compagni.
E’ così che mentre i fascisti aggrediscono e accoltellano impuniti, Tonino rischia di dover scontare anni di prigione per la semplice colpa di essere un compagno, un rivoluzionario, un anarchico.
In una sistuazione del genere, la coltivazione del conflitto sociale e la pratica militante dell’antifascismo sono due inseparabili risposte che, quartiere per quartiere, città per città, siamo chiamati a dare.
Incondizionata solidarietà e vicinanza a Tonino, alla sua famiglia e ai suoi compagni.
LIBERTA’ PER TONINO!
Per il conflitto sociale
Spazio Liberato 400Colpi – Firenze
www.400colpi.org
Tonino è con noi!
Negli ultimi tempi siamo stati assenti, nessuna produzione di editoriali, nessuna notizia. Avremmo voluto spiegare ai nostri visitatori la nostra decisione di utilizzare la pausa estiva per rinnovare il sito e presentarci nella nuova veste grafica. Questo in seguito anche ai risultati positivi ottenuti dal giro di presentazioni, che qualche tempo fa ci ha impegnati e per il quale non possiamo che ringraziare ancora i compagni che ci hanno ospitato.
Il 26 luglio scorso però è accaduto qualcosa che ha modificato questa nostra siegazione. Lo scorso lunedì ci sono stati due arresti, tra questi il nostro compagno anarchico Tonino, che da allora è a Poggioreale.
Lo scorso primo maggio, a Napoli la polizia permette ad un gruppo di fascisti di avvicinarsi al corteo che sfila, inscenando provocazioni e minacce. I compagni reagiscono allontanandoli. Uno degli infami si rifugia in un negozio e ne esce con alcune ferite da taglio.
Di questo ferimento viene accusato di concorso il nostro compagno. Non ci interessa giudicare l’operato dei compagni. Non ci interessa capire le dinamiche degli eventi prima di scegliere da che parte schierarci. Tonino è in galera per ciò che rappresenta, per essersi impegnato nelle lotte ambientali, antifasciste o contro la repressione. Colpevole o innocente sono categorie che non ci appartengono.
Per questo, decidiamo di utilizzare questa pausa per rimandarvi al sito che è stato aperto per Tonino , al quale va tutta la nostra solidarietà.
Compagno siamo con te!
Tonino libero!
I compagni di Antifaresistance
Tonino Libero Subito! (Radio Di Massa)
Per Tonino venerdì ci siamo fatti sentire con tutta la nostra forza la nostra energia e la nostra rabbia. Abbiamo ancora una volta assistito all’ennesimo attacco da parte di alcuni giornalisti, mangiatori di menzogne, vili figli di questo sistema mass-mediatico capaci di tirare fuori parole cattive e denigratorie. La nostra rabbia è rivolta verso giornalisti della Repubblica e del Mattino che con parole durissime hanno descritto l’accaduto mistificando e distruggendo in poche righe le lotte di compagni come Tonino sempre al nostro fianco.
Il quadro che la digos e le forze dell’ordine di Napoli ha presentato all’opinione pubblica attraverso i maggiori giornali della città è devastante almento tanto quanto sconcertante. Nessuno avrebbe mai immginato che i 2 arresti fossero compiuti 3 mesi dopo l’accaduto dato che da subito si era a conoscenza di filmati(telecamere di sorveglianza) che riprendevano l’accaduto , molto più probabile è che questo tempo sia servito a costruire un teorema ben preciso volto ad attaccare tutti, anarchici, collettivi, precari, centri, sociali . Nessuno si è chiesto cosa ci faceva un militante di Casapound Napoli in pieno svolgimento del corteo 1 maggio 2010, ma forse la risposta a questa domanda la sappiamo già.
Radio Di Massa
Solidarietà Antifascista: Antifascisti e Antifasciste di Tor Vergata (Roma)
Solidarietà Antifascista
In questo mese di luglio 2010 sono state tante le notizie riguardanti la repressione nei confronti di compagni e compagne sparsi/e in tutta Italia che si oppongono alle politiche fasciste, sessiste, razziste, contro studenti, lavoratori e immigrati, portato avanti dalle istituzioni e dai partiti di maggioranza anche con l’utilizzo dei soliti gruppuscoli squadristi con il culo parato: arresti in carcere, denunce, rinvii a giudizio piovono su chi non si piega a subire in silenzio le molteplici situazioni che viviamo quotidianamente nei luoghi di studio, di lavoro, nelle città in cui viviamo e che sarebbe impossibile elencare.
A questi, vanno aggiunti i diversi licenziamenti ai danni di quei lavoratori “colpevoli” di voler fermare l’avanzata dello sfruttamento ai danni degli operai nelle fabbriche FIAT, operata dal padronato di concerto con il governo e i sindacati compiacenti. Senza dimenticare quanto avviene dei lager di stato, i CIE, dove i tentativi di fuga si susseguono e vengono duramente repressi nel sangue, sfociando in ulteriori arresti e privazioni nei confronti di persone che si trovano rinchiusi alla mercé di chi ci marcia.
Dal nostro ateneo, dove le prove di coordinamento istituzioni-fascisti-polizia si sono concretizzate il 15 e 16 marzo per poi avere anche un seguito nelle restrizioni alla libertà di alcuni di noi il mese successivo, vogliamo esprimere la nostra solidarietà a tutti coloro stanno subendo sulla propria pelle le conseguenze del proprio impegno diretto nel contrastare la violenza di chi vorrebbe comandare le nostre vite e ricondurle all’interno del recinto dell’assoggettamento passivo.
A 30 e 36 anni dalle stragi fasciste di Bologna e del treno “Italicus”, ampiamente coperte dagli apparati statali dell’epoca, dalla P2 e da Gladio e supportati dai media attuali nella loro continua opera di revisione, ancora non è domata la voglia di riscatto di chi si ribella alle imposizioni di una società basata sul continuo sfruttamento delle classi subalterne.
La querela del mercenario fascista a capo della Onlus “Popoli”, Franco Nerozzi, nei confronti di “Umanità Nova” proprio per l’articolo riguardante lo schifo visto e vissuto qui a Tor Vergata grazie ai suoi “bravi” ingaggiati per l’occasione ci fa sentire ancor più vicini a chi raccontando la verità dei fatti senza troppi giri di parole cerca di squarciare il muro della disinformazione di massa subordinata alle esigenze dei padroni.
Gli stessi padroni di cui sono al servizio i “burattini del potere”, siano essi in toga, in divisa o in borghese, comunque “conformi” a quanto prescritto dai loro padrini mafiosi e pidduisti.
Il gesto di due partigiani di 83 e 87 anni che a Grosio (Sondrio) hanno festeggiato il 25 luglio nel miglior modo possibile, per il quale è “ovviamente” scattata la denuncia, ci piace evidenziarlo come una sorta di continuità nelle idee e nelle azioni che esistono e resistono nel nostro Paese, spesso con differenze enormi tra singoli e strutture, all’interno delle stesse città, degli stessi luoghi di lavoro e delle stesse aule delle università
Se proprio vogliamo trovare qualcosa di positivo nella stretta repressiva, oltre ad accomunare ed appiattire le differenze enormi di cui sopra e con cui abbiamo a che fare continuamente, è nel ricevere sempre più spesso una risposta unitaria che si rigira come un boomerang contro i mandanti e i beneficiari di simili provvedimenti.
Un abbraccio e un saluto a pugno chiuso a tutti/e, in particolare ai compagni di Napoli!
Libertà per Tonino!
Libertà per Tutti/e!
Da Teramo, a Napoli, da Verona a Firenze, da L’Aquila a Roma, da Pistoia a Livorno, dalla Sardegna a Catanzaro, nessuno è solo.
Antifascisti e Antifasciste di Tor Vergata (Roma)
Di seguito alcuni link di riferimento dove poter leggere le vicende susseguitesi in luglio o che si protraggono da mesi e che hanno subito degli sviluppi di recente:
Napoli – 2 arrestati per il corteo del primo maggio
http://napoli.indymedia.org/node/13261
http://www.toninolibero.org
Napoli – 2 arrestati (ora liberati) e 150 denunce per i lavoratori/disoccupati
http://napoli.indymedia.org/node/13251
http://napoli.indymedia.org/node/13247
Verona – 8 denunce agli antifascisti per presidio fuori tribunale in solidarietà a 2 compagni arrestati
http://roma.indymedia.org/node/22524
Roma – 1 arresto e 5 perquisizioni a casa di “appartenenti all’area antagonista”
http://roma.indymedia.org/node/22698
Fossanova (Latina) – 2 compagni denunciati perché manifestavano alla Nexans contro i licenziamenti e la delocalizzazione
http://roma.indymedia.org/node/22850
L’Aquila – 24 denunce ai compagni per manifestazione contro il 41bis
http://lombardia.indymedia.org/node/30993
L’Aquila – 2 denunce per scontri a Roma il 7 luglio
http://abruzzo.indymedia.org/article/7811
Firenze – 19 compagni anarchici rinviati a giudizio per “associazione sovversiva”
http://toscana.indymedia.org/article/9801
Teramo – CocaPound accoltella, arrestati i compagni
http://roma.indymedia.org/node/22861
Pistoia – 3 arresti , 8 denunce, il PM Boccia si dimette
http://toscana.indymedia.org/article/9715
Sardegna-Catanzaro: 5 arresti, si apre il processo, mobilitazione
http://www.manca-indipendentzia.org/libertade%20pro%20Bruno.html
Articolo di Umanità Nova per cui è scattata la querela del merce-fascio
http://www.umanitanova.org/node/17252
Articolo sul gesto dei partigiani di Grosio (Sondrio)
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/08/01/news/i_vecchi_partigiani_diventano_writer_che_vergogna_quel_motto_del_duce-5989747/
Tonino libero…. subito!!!!
Il Movimento di Lotta x il Lavoro Banchi Nuovi ha partecipato al presidio di solidarietà tenutosi ieri sera a piazzale Cenni (alle spalle del carcere di Poggioreale) x il compagno Tonino, attivista di movimento, ingiustamente tenuto in carcere, da alcuni giorni accusato di “ concorso nel reato” (solo x aver assistito), dopo i fatti dello scorso 1° maggio dove durante la manifestazione organizzata dalla Rete Anticapitalista Campana e a cui parteciparono varie realtà di operai e precari, rimane ferito un neofascista che insieme ad altri aderenti al gruppo neofascista di casapaund, provocatoriamente si introdusse nel corteo con l’intento di creare disordine e confusione. Un presidio partecipato e che soprattutto aveva l’intenzione di esprimere tutta la vicinanza e solidarietà possibile ad un compagno tenuto prigioniero ingiustamente. Oggi Tonino rischia minimo 10 anni di carcere. Questo non è altro che la prova lampante di come nel nostro paese avanza sempre più il fare reazionario e fascista contro chi, con giusta ragione, si oppone e non resta inerme davanti allo stato di cose attuale, alla politica di lacrime e sangue messa in campo da governi sia di destra che di sinistra, colpendo indistintamente chi lotta x il diritto al lavoro, proprio come succede ai disoccupati organizzati, e chi magari è partecipe e protagonista di una lotta più generale, come la difesa dei nostri territori lotta a cui il compagno in questione ha partecipato attivamente. In effetti oggi ciò che si tenta di fare con arresti e repressione, è fermare e mettere sotto accusa le lotte sociali. A Tonino e ai tanti compagni che lottano quotidianamente va tutta la nostra solidarietà non saranno certo le carceri di questo stato borghese a fermare chi oggi crede in un mondo migliore.
LIBERTA’ X I COMPAGNI!
LE LOTTE SOCIALI NON SI PROCESSANO!
TONINO LIBERO SUBITO!
Movimento di Lotta x il Lavoro Banchi Nuovi
Volantino distribuito al presidio di solidarietà del 30 luglio
TONINO LIBERO! LIBERI TUTTI!
In relazione agli arresti del 26 luglio e ai fatti avvenuti il 1° maggio abbiamo alcune considerazioni da fare.
Che cosa ci faceva un gruppo di cerebrolesi fascisti ai margini del corteo del 1° maggio?
L’unica risposta che ci sembra plausibile è che si trovassero lì per provocare. È più che evidente che magistrati, sbirri, giornalisti proteggano e si servano di questi utili idioti per fare piazza pulita di ogni forma di dissenso sociale. Ci vengono in mente gli eventi di piazza Navona, di Pistoia e, non ultima, la finta occupazione di uno spazio nel centro storico di Napoli.
Ci sembra chiaro ed inevitabile che l’unica risposta possibile a questo genere di provocazioni sia quella di reagire in maniera determinata, utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione senza ricorrere a piagnistei invocanti “giustizia e verità”, delegando quindi ad altri la necessità di difenderci.
Questo perché abbiamo chiaro il fatto che politici, magistrati, digos, giornalisti sono nostri nemici (e sempre rimarranno tali) e non nostri interlocutori.
Infatti sono i magistrati che, con un’evidente forzatura e con il chiaro intento di criminalizzare i movimenti di lotta, hanno costruito il castello accusatorio che ha portato all’arresto di due persone, tra cui il nostro compagno Tonino; è la digos che materialmente ha rinchiuso in una cella i due accusati; sono i giornalisti che come sempre hanno sparso fango sugli arrestati, spalleggiando sbirri e magistrati. Niente di straordinario in questo infame lavoro: è il meccanismo con cui il potere produce rassegnazione, attraverso la creazione di un “nemico interno”, di un “mostro” da sbattere in prima pagina, per mostrare quale sorte attende chi manifesti segni di insofferenza e di ribellione. Non a caso chi, come gli anarchici, da sempre rappresenta la possibilità e la volontà di autorganizzare questi desideri di rivolta e di attacco diretto all’esistente, diventa oggetto di repressione e, a volte, di vera e propria persecuzione. Purtroppo non ci stupisce che abbiano individuato proprio nel nostro compagno e fratello Tonino il “nemico pubblico”, il sovversivo da rinchiudere perché pericoloso per il loro ordine sociale, non importa quale fosse la reale circostanza nella quale si è trovato ad agire. Tonino è dentro perché anarchico: i responsabili della sua detenzione vanno ricercati tra chi detiene ed esercita il potere e tra i servi che lo eseguono.
I tre mesi trascorsi dai fatti sono serviti a questa gente per costruire un impianto accusatorio che, come si evince dagli atti, evidenziasse la pericolosità sociale di due individui che, secondo l’accusa, hanno agito spinti dalla sete di sangue, approfittando inoltre del periodo estivo per far passare sotto silenzio questo ennesimo atto repressivo.
Ma il caldo non ha di certo affievolito la determinazione di piazza che si è vista in questi giorni tra le strade di Napoli, città dove il disagio sociale aumenta giorno dopo giorno così come aumentano gli atti di dissenso, facendo di essa una polveriera in procinto di esplodere. Il potere, attraverso la repressione e l’utilizzo dei servi in camicia nera tenta di porre un freno al conflitto sociale, emerso in maniera ancora più evidente nelle lotte contro la devastazione del territorio, in quelle dei disoccupati, dei precari e di coloro che non percepiscono gli stipendi per mesi e mesi. Ma i fatti dimostrano esattamente il contrario: nessuno può pensare di chiudere la bocca agli oppressi.
Nessuno ci farà arretrare nella lotta per la distruzione di questo esistente e la nostra rabbia non si fermerà fino a quando delle loro gabbie non resteranno solo macerie.
Nessun muro di cinta arresterà la nostra solidarietà.
A Tonino tutto il nostro amore, verso chi lo detiene tutto il nostro disprezzo.
Per la libertà, per l’anarchia.
Anarchici a Napoli
Montatura giudiziaria. Arrestate 2 persone per i fatti del 1 maggio
Montatura giudiziaria. Arrestate 2 persone per i fatti del 1° maggio
Il 1° maggio di quest’anno fu indetta una manifestazione dalla rete anticapitalista campana, alla quale parteciparono anche altre realtà del mondo del lavoro, del precariato oltre che singoli. Sin dall’inizio del concentramento del corteo, a p.zza Mancini,iniziarono le prime provocazioni da parte di un gruppetto di neofascisti. Dopo poco che il corteo di oltre un migliaio di persone partì, lo stesso gruppetto di circa 5 persone, alcune delle quali sicuramente appartenenti a Casapound (fascisti del terzo millennio come si autodefiniscono) si fanno notare dai manifestanti inveendo e facendo saluti romani; in altre occasioni a questi comportamenti sono seguite gratuite aggressioni o agguati squadristi alla fine dei cortei.
Alla chiara provocazione, “stranamente” lasciata correre dagli uomini della digos i personaggi in questione furono allontanati dai manifestanti.
A questo punto scoppia il caos e la rissa, che si protrae nei vicoli adiacenti. Una situazione caotica ed incontrollabile, nella quale viene ferita una persone adulta che partecipava al corteo e un ragazzo di destra aderente a Casapound viene accoltellato. Nessuna premeditazione quindi da parte del corteo, se non la provocazione messa in atto da questo gruppetto che evidentemente si sentiva protetto.
In questi giorni, dopo mesi dai primi interrogatori, gli arresti di Antonio e Umberto, con la gravissima accusa di tentato omicidio e versioni giornalistiche che accreditano senza ombra di dubbio quella degli inquirenti.
Ci chiediamo innanzitutto come mai se tutta la dinamica fosse così chiara, con tanto di filmati delle videocamere, si è aspettato circa 3 mesi prima di procedere agli arresti? Evidentemente per avere il tempo di congegnare una montatura che vedesse tutti coinvolti: centri sociali, precari, collettivi studenteschi e sindacalismo di base, nel tentativo di criminalizzare l’opposizione sociale in questa città.
Antonio lo conosciamo bene, essendo un compagno anarchico, generosamente impegnato nelle lotte sociali ( a difesa della salute e dell’ambiente e dei migranti, contro la precarietà) e sappiamo con certezza estraneo all’accoltellamento. La storia del nostro paese ci insegna che sbattere dentro un anarchico e sulle prime pagine dei giornali, rende più credibile anche la più incredibile delle inchieste, nonché costituisce un comodo capro espiatorio.
Di Umberto conosciamo poco o niente, se non che era uno dei numerosi partecipanti al corteo trovatosi coinvolto nella dinamica convulsa e che probabilmente abbia agito solo per autodifesa. Non è un militante di nessuna delle organizzazioni promotrici del corteo.
Vogliamo però ricordare che per circa tre mesi, Casapound con i loro proclami xenofobi e razzisti e la complicità di politici del centro destra cittadino, occuparono uno spazio a Materdei, dal quale furono cacciati in seguito alle numerose mobilitazione cittadine e di quartiere che coinvolsero migliaia di persone.
Ancora che Casapound fa parte di quella galassia dell’ estrema destra che per circa un anno ed impunemente si è resa responsabile in città di una miriade di aggressioni di stampo squadrista contro militanti dei movimenti sociali e non solo, nelle piazze, sugli autobus, fino al lancio di molotov contro un centro sociale e sedi di fino all’aggressione che ha lasciato ferito gravemente uno studente sedicenne.
Per quel che ci riguarda continueremo ad essere impegnati anche nelle mobilitazioni antifasciste, antirazziste e antisessiste, come abbiamo fatto in questi mesi insieme a tanti rimanendo assolutamente convinti che la lotta contro il vecchio e il nuovo fascismo, oggi rinvigorito da un governo di centro destra, si fa con le grandi mobilitazioni di massa, con il radicamento nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università.
Rivendichiamo la libertà di Antonio e di Umberto e rispediamo al mittente le montature giudiziarie, come la logica degli opposti estremismi in cui ci vorrebbere ingabbiare.
Per tali ragioni mai come in questo momento storico e di fronte all’attacco generalizzato alle condizioni di vita e di lavoro che scarica sui più deboli, sui lavoratori, sui migranti, sui “diversi”, le responsabilità ed i costi della crisi, continueremo a mobilitarci, al di la di ogni teorema.
VENERDì 30 LUGLIO ORE 18.00 PRESIDIO AL TRIBUNALE A P.LE CENNI
RETE ANTICAPITALISTA CAMPANA
Rete antifascista sugli arresti del 26 maggio
Le vicende del primo maggio hanno avuto ancora risvolti assai gravi con gli arresti del 26 luglio! E il nostro sconcerto cresce giorno per giorno.
Ricordiamo che il primo maggio una situazione di caos si produsse dentro un corteo a seguito della incredibile provocazione messa in atto da un gruppo di fascisti in una manifestazione cui partecipavano centinaia di studenti, lavoratori e disoccupati. Quella che seguì non fu, come si è scritto sui giornali, l’azione di un “branco”, ma la reazione spontanea di tante persone di fronte a una situazione del tutto inaspettata. Il gruppo di neofascisti aderenti al circuito di camerati di Casapound erano del resto ben noti per aver dato vita, per mesi e in totale impunità, ad una lunga serie di aggressioni ed attentati incendiari contro studenti, compagni e spazi sociali, della maggior parte dei quali è possibile rinvenire documentazione stampa: nessuno di noi può dimenticare il pestaggio dello studente medio dell’istituto Margherita di Savoia colpito con mazze e cinghie all’interno del cortile della scuola (costole rotte), lo studente di lettere all’ospedale con uno pneumatorace o le bottiglie incendiarie lanciate contro il centro sociale Insurgencia, e le cronache sono piene di testimonianze degli agguati di vario tipo ai danni di chiunque rifiuti le loro logiche razziste e xenofobe.
A seguito delle informazioni fornite dai legali delle due persone arrestate abbiamo potuto constatare ancora una volta i metodi inquisitori e la tendenza a costruire teoremi contro i movimenti sociali!!
Infatti, abbiamo appreso che benchè uno degli indagati abbia spiegato agli inquirenti di non avere rapporti né organizzativi e né di conoscenza con i partecipanti al corteo e di non aver mai svolto militanza politica, e queste affermazioni siano state perfino riscontrate nella stessa indagine, nell’ordinanza e nelle agenzie di stampa inviate dalla Procura lo si descrive al contrario come un militante politico “organico alle strutture delle aree antagoniste”. Rileviamo questo non certo per l’esigenza di fare la “radiografia” di questa persona. Ma perchè secondo noi (e secondo gli avvocati) questa invenzione giudiziaria è il perno di un teorema ben preciso ed ha un triplice obiettivo:
1)Aggravare nettamente la sua stessa posizione, al fine di costruire un’immagine (dal “loro” punto di vista) di “pericolosità del soggetto”. Una persona che per altro si è presentata spontaneamente dal giudice per rispondere delle accuse già nel mese di maggio, per cui il suo avvocato fa giustamente notare l’incomprensibilità della misura cautelare due mesi dopo, se non per spettacolarizzare l’inchiesta.
2) Strumentalizzare meglio l’accaduto in modo da criminalizzare i movimenti sociali (è sufficiente leggere i giornali per capirlo);
3) Infine, accreditare anche per Antonio, il compagno arrestato per i medesimi fatti, la contestazione accusatoria più grave tramite l’ipotesi del “concorso nel reato” solo perchè sarebbe stato presente al momento dell’accaduto. Una grossa forzatura che sarebbe stata molto più ardua se dovevano tenere conto delle dichiarazioni dell’altro imputato! In altri termini, hanno messo Antonio nel “tritacarne”, per punirlo non tanto in rapporto a qualcosa che abbia fatto, ma per quello che è: un compagno attivo in tante battaglie, come quelle in difesa del nostro territorio dalla devastazione!
Peraltro sui giornali non mancano fantasiose invenzioni che non sono nemmeno contestate nelle carte processuali (il neofascista “aggredito mentre era a terra” ecc) per supportare un’accusa comunque gravemente spropositata rispetto ai fatti, e per contribuire a generare un clima di attacco generalizzato ai compagni e alle lotte cittadine!
Del resto come mai se la dinamica era così chiara, con tanto di filmati delle videocamere, hanno poi aspettato tre mesi? Se non per decidere la costruzione che noi denunciamo contro gli imputati e la strumentalizzazione politica contro i movimenti. Se non per aggiungere un ulteriore tassello a quella feroce ondata repressiva che colpisce in maniera sempre più indiscriminata operai, disoccupati, movimenti per la difesa del territorio e chiunque si opponga alle politiche di precarietà e di povertà rese ancora più feroci dalla gestione padronale della crisi.
Noi non accetteremo tutto questo, rifiutiamo il tentativo di ingabbiare la lotta antifascista e antirazzista nello schema mediatico-giudiziario degli “opposti estremismi” e della “guerra tra bande” e venerdì 30 luglio parteciperemo al presidio contro gli arresti fuori al carcere di Poggioreale, continuando a mobilitarci e a denunciare la montatura che stanno effettuando gli inquirenti.
E proseguiremo a costruire mobilitazioni di massa contro i rigurgiti neofascisti, le politiche xenofobe, le pratiche sessiste e omofobe.
Liberi tutti!
Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo
TONINO LIBERO! LIBERI TUTTI!
In relazione agli arresti del 26 luglio e ai fatti avvenuti il 1° maggio abbiamo alcune considerazioni da fare.
Che cosa ci faceva un gruppo di cerebrolesi fascisti ai margini del corteo del 1° maggio?
L’unica risposta che ci sembra plausibile è che si trovassero lì per provocare. È più che evidente che magistrati, sbirri, giornalisti proteggano e si servano di questi utili idioti per fare piazza pulita di ogni forma di dissenso sociale. Ci vengono in mente gli eventi di piazza Navona, di Pistoia e, non ultima, la finta occupazione di uno spazio nel centro storico di Napoli.
Ci sembra chiaro ed inevitabile che l’unica risposta possibile a questo genere di provocazioni sia quella di reagire in maniera determinata, utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione senza ricorrere a piagnistei invocanti “giustizia e verità”, delegando quindi ad altri la necessità di difenderci.
Questo perché abbiamo chiaro il fatto che politici, magistrati, digos, giornalisti sono nostri nemici (e sempre rimarranno tali) e non nostri interlocutori.
Infatti sono i magistrati che, con un’evidente forzatura e con il chiaro intento di criminalizzare i movimenti di lotta, hanno costruito il castello accusatorio che ha portato all’arresto di due persone, tra cui il nostro compagno Tonino; è la digos che materialmente ha rinchiuso in una cella i due accusati; sono i giornalisti che come sempre hanno sparso fango sugli arrestati, spalleggiando sbirri e magistrati. Niente di straordinario in questo infame lavoro: è il meccanismo con cui il potere produce rassegnazione, attraverso la creazione di un “nemico interno”, di un “mostro” da sbattere in prima pagina, per mostrare quale sorte attende chi manifesti segni di insofferenza e di ribellione. Non a caso chi, come gli anarchici, da sempre rappresenta la possibilità e la volontà di autorganizzare questi desideri di rivolta e di attacco diretto all’esistente, diventa oggetto di repressione e, a volte, di vera e propria persecuzione. Purtroppo non ci stupisce che abbiano individuato proprio nel nostro compagno e fratello Tonino il “nemico pubblico”, il sovversivo da rinchiudere perché pericoloso per il loro ordine sociale, non importa quale fosse la reale circostanza nella quale si è trovato ad agire. Tonino è dentro perché anarchico: i responsabili della sua detenzione vanno ricercati tra chi detiene ed esercita il potere e tra i servi che lo eseguono.
I tre mesi trascorsi dai fatti sono serviti a questa gente per costruire un impianto accusatorio che, come si evince dagli atti, evidenziasse la pericolosità sociale di due individui che, secondo l’accusa, hanno agito spinti dalla sete di sangue, approfittando inoltre del periodo estivo per far passare sotto silenzio questo ennesimo atto repressivo.
Ma il caldo non ha di certo affievolito la determinazione di piazza che si è vista in questi giorni tra le strade di Napoli, città dove il disagio sociale aumenta giorno dopo giorno così come aumentano gli atti di dissenso, facendo di essa una polveriera in procinto di esplodere. Il potere, attraverso la repressione e l’utilizzo dei servi in camicia nera tenta di porre un freno al conflitto sociale, emerso in maniera ancora più evidente nelle lotte contro la devastazione del territorio, in quelle dei disoccupati, dei precari e di coloro che non percepiscono gli stipendi per mesi e mesi. Ma i fatti dimostrano esattamente il contrario: nessuno può pensare di chiudere la bocca agli oppressi.
Nessuno ci farà arretrare nella lotta per la distruzione di questo esistente e la nostra rabbia non si fermerà fino a quando delle loro gabbie non resteranno solo macerie.
Nessun muro di cinta arresterà la nostra solidarietà.
A Tonino tutto il nostro amore, verso chi lo detiene tutto il nostro disprezzo.
Per la libertà, per l’anarchia.
Anarchici a Napoli
свободы Тонино
Антифашист-эколог из Италии в тюрьме
В Неаполе, Италия, первого мая полиция позволяет группе националистов участвовать в ежегодной демонстрации «трудовой день». Националисты начинают сразу же провоцировать и угрожать анифа. Товарищи реагируют и отталкивают их. Один националист находит убежище в магазине, но борьба продолжается и там, и он выходит из магазина раненный.
Несколько месяцев спустя полиция задерживает двух человек. Одним из них является Тонино. Наш товарищ и брат.
Мы не собираемся обсуждать деятельность нашего товарища. Мы не хотим разбираться в точной динамике событий, выбирая, чью сторону отстаивать. Мы не делаем запросы. Однако, ясно одно: Тонино находится в тюрьме за то, какой он есть. За то, что он всегда боролся за экологию, антифашизм и против государственных репрессий.
Виновен или нет – эти категории мы не собираемся использовать.
Всего несколько слов.
Брат в руках врага.
Тюрьма. Мы.
А всё остальные – дух улицы.
Freiheit für Tonino
Am ersten Mai 2010 erlaubt die Polizei einer Gruppe von Faschisten sich
der linken Mai-Demonstration zu nähern, zu provozieren und zu drohen. Die
Genossen jagen sie hinfort. Einer der Faschisten sucht Schutz in einem
Geschäft – wo eine Schlägerei ausbricht – kommt aber mit einigen
Schnittverletzungen davon. Monate später verhaftet die Polizei zwei
Personen. Einer von ihnen ist Tonino, Genosse und Bruder von uns allen.
Wir haben kein Interesse die Handlungen unserer Genossen zu verurteilen.
Wir brauchen die Dynamiken der vorausgegangenen Ereignisse nicht verstehen
um zu wissen auf welcher Seite wir stehen. Wir führen keine Ermittlungen.
Denn wir sind uns einer Sache sicher: Tonino ist im Knast für das, was er
repräsentiert. Dafür immer in der ersten Reihe zu stehen in den
ökologischen und antifaschistischen Kämpfen und gegen die Repression.
Schuldig oder unschuldig sind für uns Kathegorien ohne Bedeutung.
Dies ist ein Blog dessen Ziel es ist, die in verschiedenen Städten
stattfindenden Soli-Aktionen für Tonino zusammenlaufen zu lassen und sie
zu koordinieren.
In wenigen Worten.
Unser Bruder ist in den Händen des Feindes.
Hinter Gittern. Und Wir.
Der Rest hat den Geruch der Straße.
Tonino libres
Le premier Mai 2010 à Naples la police permet à un groupe de fascistes
de s’approcher de la manif et de donner lieu à des provocations et à des
menaces. Les camarades réagissent en les éloignant. Un des facistes
trouve abrit dans un magasin, où une bagarre eclate, et il en sort avec
des blessures au couteau. Après des mois, la police arrete deux
personnes. L’une d’elles est Tonino, un camarade et un frère à nous tous.
Nous n’avons aucun interet à juger les actions des camarades. Nous
n’avons aucun interet à comprendre la dynamique des évennements avant de
choisir notre camp. Nous ne menons pas d’enquetes. Mais d’une chose nous
sommes certains: Tonino est en prison pour ce qu’il représente. Pour
avoir eté toujours en première ligne dans les luttes pour
l’environnement, antifascistes ou contre la repression. Culpabilitè et
innocence sont deux cathégories qui ne nous appartiennent pas.
Ce blog a comme but de faire converger et de coordonner les initiatives
de solidarité pour Tonino qui auront lieu dans chaque ville.
Peu de mots.
Un de nos frères dans les mains de l’ennemi.
Des barreaux. Et nous.
Le reste a l’odeur de la rue.
Tonino libre
El 1 de mayo de 2010 en Nápoles, la policía permite que un grupo de fascistas se acerque a la manifestación. Los mismos empiezan provocaciones y amenazas contra los manifestantes.
Los camaradas reaccionan y los alejan. Uno de fachas se refugia en una tienda, donde nace una pelea, él sale con algunas heridas.
Después de meses la policía encarcela a dos personas. Uno de ellos es Tonino, compañero y hermano de todos nosotros.
No nos importa de juzgar las acciones de los compañeros. No estamos interesados a entender la dinámica de los acontecimientos antes de elegir cual es nuestra posición. Nosotros no llevamos a cabo ninguna investigación. Una cosa es cierta: Tonino está en la cárcel por lo que representa. Por haber estado siempre a la vanguardia en las luchas ambientales, contra el fascismo o contra la represión.
Culpable o inocente, son categorías que no nos pertenecen.
Este es un blog que tiene como objetivo lo de agrupar y coordinar la iniciativas de solidariedad para Tonino.
Pocas palabras, entonces.
Un hermano nuestros en las manos del enemigo.
De las carceles.
Y nosotros.
Lo que queda huele a calle.
Free Tonino
In Naples, Italy, the first of May the police allows a group of fascists to approach the yearly “labour day’s demonstration”. The fascists starts right away provoking and threatening.
The comrades react and push them away. One fascist takes refuge in a shop, a fight bursts and he gets out of the shop bloody and wounded.
Few months after the police arrests two people. One of them is Tonino. Our comrade and brother.
We do not care of judging the comrades’ activity. We do not look for understanding the exact dynamics of the events before choosing which side to stand for. We do not make inquires. One thing is, though, clear: Tonino is in jail for what he represents. For having always been in the forefront fighting for environmental causes, antifascism and against the repression of the state.
Guilty or innocent are categories which do not belong to us.
The aim of this blog is to put together and coordinate each solidarity event or demonstration to Tonino.
Just few words.
A brother in the hands of the enemy.
A jail. Us.
And the rest has the smell of the street.
Dal blog toninolibero
Non ci stupisce che la procura abbia individuato proprio nel nostro compagno e fratello Tonino il “nemico pubblico”, il sovversivo da rinchiudere perché pericoloso per il loro ordine sociale, non importa la reale circostanza nella quale si è trovato ad agire.
I responsabili della sua detenzione sono da ricercare tra chi detiene ed esercita il potere e tra i servi che lo eseguono.
Infatti sono i magistrati che, con il chiaro intento di criminalizzare i movimenti di lotta, hanno costruito un castello accusatorio contrario ad ogni ragionevolezza; è la digos che materialmente ha rinchiuso in un carcere Tonino; sono i giornalisti che come sempre hanno sparso fango.
Non ci stupisce, inoltre, che nel primo pomeriggio di mercoledì 8 settembre il giudice abbia negato i domiciliari a Tonino, così come richiesto dai suoi legali.
Solo qualche giorno prima era stato trasferito nel carcere di Civitavecchia, nel tentativo di fiaccarne il morale, la resistenza e di allontanarlo dal clima di solidarietà che giorno dopo giorno cresce attorno a lui.
Queste scelte dimostrano, ancora una volta, che le motivazioni per cui Tonino è strappato all’affetto dei suoi compagni e dei suoi amici sono tutte politiche e poco o nulla hanno a che fare con l’assurdo reato che gli viene contestato.
Al corteo spontaneo, che mercoledì ha attraversato le vie del centro di Napoli, abbiamo urlato ancora una volta che Tonino è in galera per ciò che rappresenta.
Non cadremo nel gioco di questo sistema. Non stiamo con Tonino solo perché è evidentemente estraneo ai fatti che gli vengono imputati da un impianto accusatorio improponibile, noi siamo al suo fianco soprattutto perché è questa la nostra parte della barricata.
Ribadiamo nuovamente che “colpevole” e “innocente” sono categorie che non ci appartengono.
Crediamo che questo mondo sia diviso unicamente in sfruttati e sfruttatori.
Occorre scegliere da che parte stare.
Noi lo abbiamo già fatto.
Tonino lo ha già fatto.
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Il primo maggio 2010 a Napoli la polizia permette ad un gruppo di fascisti di avvicinarsi al corteo che sfila, inscenando provocazioni e minacce. I compagni reagiscono allontanandoli. Uno dei fascisiti si rifugia in un negozio, dove scoppia una rissa, e ne esce con alcune ferite da taglio. Mesi dopo la polizia arresta due persone. Una di queste è Tonino, compagno e fratello di tutti noi.
Non ci interessa giudicare l’operato dei compagni. Non ci interessa capire le dinamiche degli eventi prima di scegliere da che parte schierarci. Noi non conduciamo indagini. Di una cosa siamo certi: Tonino è in galera per ciò che rappresenta. Per essere stato sempre in prima fila nelle lotte ambientali, antifasciste o contro la repressione. Colpevole o innocente sono categorie che non ci appartengono.
Questo è un blog che ha come obietivo quello di far convergere e/o coordinare le iniziative di solidarietà per Tonino che prendono forma in ogni città.
Poche parole, insomma.
Un nostro fratello nelle mani del nemico.
Delle sbarre. E noi.
Il resto ha l’odore della strada.














